Beni comuni: proposta di un Piano nazionale di coordinamento e promozione delle iniziative dei cittadini

Nel corso del convegno "La tragedia dei beni comuni", tenutosi il 13 maggio 2008 al Forum PA di Roma, è stata lanciata l'idea operativa di istituire un Piano nazionale per la cura e la manutenzione dei beni comuni.

Cosa sono i beni comuni e in che cosa consiste la loro tragedia? I beni comuni sono quei beni di che una società detiene in comune e di cui tutti possono godere e che proprio per questo sono esposti al degrado e alla distruzione senza risarcimento da parte di attori egoistici. In questo dunque consiste la loro tragedia: nel loro essere essenziali in un vivere civile, ma al tempo stesso estremamente vulnerabili nei confronti di chi ne voglia approfittare. Beni comuni sono sia beni materiali come aria, acqua, territorio ambiente, infrastrutture servizi pubblici sia beni immateriali come la sicurezza, la legalità, la fiducia nei rapporti sociali, la regolazione del mercato. I beni comuni sono quei beni che se arricchiti arricchiscono tutti se impoveristi impoveriscono tutti. L'idea lanciata da Gregorio Arena nel corso del Convegno è di mobilitare i cittadini in un Piano nazionale per la cura e la manutenzione dei beni comuni che dovrebbe svilupparsi in tre fasi:

  1. Nella prima fase bisognerebbe saper bene utilizzare la comunicazione pubblica per lanciare due messaggi fondamentali. Il primo: far capire che lo stesso stipendio può valere molto di meno o molto di più a seconda che i beni pubblici siano abbondanti o scarsi, di buona o cattiva qualità. Il messaggio è: ti riguarda! Il secondo messaggio consiste nel far conoscere alle persone l’esistenza del principio di sussidiarietà. Forse per la prima volta siamo davanti a un principio costituzionale che vive se lo fanno vivere i cittadini e non se si attivano i poteri pubblici. E’ dunque una questione di responsabilità e di onore per i cittadini in quanto soggetti costituzionali.
  2. Nella seconda fase le iniziative di cittadini, imprese amministrazioni, vanno coordinate tra loro favorendo iniziative che abbiano anche un certo valore simbolico, in modo da coprire  tutto il territorio nazionale, interessando comuni grandi e piccoli e rivolgendosi a beni comuni di tutti i tipi. In questo senso il Piano che proponiamo ha un valore di coordinamento e di organizzazione.
  3. La terza fase consiste nel mettere insieme un sistema di monitoraggio dei risultati ottenuti da cittadini, imprese e amministrazioni dal punto di vista del miglioramento della qualità della vita dei soggetti coinvolti. L’obiettivo è proporre esempi di eccellenza sul territorio nazionale in un’ottica di benchmarking, creare rete tra i gruppi , offrire sostegno per affrontare problemi concreti e tecnici generati da norme diritto amministrativo sviluppate all’interno di in un paradigma tradizionale per cui cittadini sono amministrati e non alleati.

Editoriale di Gregorio Arena sul sito Labsus